Il Testamento Pedagogico – buone prassi per orientare l’amministrazione di sostegno

UN ATTO GIURIDICO DELLE FAMIGLIE PER TUTELARE LA QUALITÀ DI VITA DEI PROPRI FIGLI CON DEFICIT – NASCE A BOLOGNA IL PRIMO TESTAMENTO PEDAGOGICO

http://testamentopedagogico.emozionediconoscere.it 

LA NORMATIVA

art. 410 l 6/2004

Nello svolgimento dei suoi compiti l’amministratore di sostegno deve tener conto dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario.

A differenza dell’interdizione  l’amministrazione di sostegno non prevede l’amputazione indiscriminata delle facoltà e delle libertà della persona, ma un intervento mirato, che potremmo definire ortopedico, calibrato sulle effettive esigenze del soggetto debole.

TRA IL DIRE E IL FARE

I Giudici Tutelari, le loro sentenze, necessitano di un’attuazione nella vita quotidiana, adeguata e coerente alla Legge, la quale, quando è «molto avanzata» sul piano culturale, sociale e giuridico, spesso non trova prassi di riferimento, sufficientemente sperimentate e verificate, per fare in modo che i riferimenti scritti si trasformino in azioni e proposte coerenti ai principi definiti dalla legge stessa. Il rischio è che la Legge venga assorbita in un mimetico e inconsapevole processo che formalmente coincide con la legge, ma che nella sua attuazione si adagia a consuetudini pregiudiziali che la legge voleva superare (nel nostro caso si può discutere di amministrazione di sostegno, pensare secondo quanto prevede la legge ed agire secondo le consuetudini assimilate e radicate socialmente dell’interdizione). Una «tragica mimetizzazione» che nel giorno per giorno della vita della persona con deficit, non lo porta ad usufruire dei diritti che la legge propone.

TESTAMENTO PEDAGOGICO

Il Testamento Pedagogico nasce dopo più di 30 anni di ricerca in Pedagogia Speciale e propone un atto formale, studiato sotto la responsabilità dell’associazione AEMOCON, congiuntamente alle famiglie che aderiscono ad protocollo di ricerca-formazione-azione, che va a delineare un insieme di azioni da salvaguardare, anche nel dopo di noi, al fine di mantenere vivi l’emozione di conoscere e il desiderio di esistere e continuare ad evolvere la capacità di autonomia, di indipendenza e di intenzionalità del proprio figlio in un itinerario esistenziale fatto anche e soprattutto di abitudini, desideri, sogni, ambizioni, …

UN’ESISTENZA IN CONTINUA EVOLUZIONE

Una persona con deficit, avanzando nell’età, necessita di azioni permanenti che la supportino e la stimolino nella crescita dei suoi potenziali intellettivi ed affettivi, in quanto, senza tali supporti, si va in contro a gravi rischi di un arresto e/o involuzione delle capacità intenzionali, del desiderio di esistere con gravi ripercussioni nell’ambito delle autonomie, della socializzazione e degli apprendimenti. È quindi fondamentale sapere cosa fare, come fare e perché se si vogliono porre le basi per un «dopo genitori» di qualità.

UNO STRUMENTO OPERATIVO PER IL “DOPO DI NOI” DA COSTRUIRE “DURANTE NOI”

Il “testamento pedagogico” trova la sua potenza negli interventi nell’ambito della Pedagogia Speciale e della Psicologia Clinica quando il Percorso in esso descritto diviene elemento centrale di volontà pattuite e formalizzate che vanno a garantire la continuità e il prolungamento del percorso anche dopo i genitori. Le metodologie dell’Emozione di Conoscere e del modello Empatico-Relazionale hanno la finalità, nel tempo, di supportare e potenziare la Persona con deficit ricercando permanentemente le opportunità e le occasioni di sviluppo delle autonomie, delle capacità decisionali e intenzionali facendo riferimento agli studi e alle ricerche in particolare di Vygotsij e Lurija e globalmente a quelli che propongono le condizioni di permanente maturazione intellettuale, in situazione di inclusione, sollecitando attraverso strategie il massimo possibile dello sviluppo dei potenziali cognitivi ed affettivi.

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