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Leggi per me… aiutami ad immaginare!

Leggere un libro non significa solo sfogliare le pagine. Significa riflettere, individuare le parti su cui tornare, interrogarsi su come inserirle in un contesto più ampio, sviluppare le idee. Non serve a niente leggere un libro se ci si limita a far scorrere le parole davanti agli occhi dimenticandosene dopo dieci minuti. Leggere un libro è un esercizio intellettuale, che stimola il pensiero, le domande, l’immaginazione. [N. Chomsky]

Leggere ai nostri bambini e ragazzi, condividere con loro le riflessioni e le emozioni che la lettura propone, rappresenta un’occasione potente per lo sviluppo del pensiero e del linguaggio.

Riportiamo di seguito alcuni suggerimenti per affrontare insieme la lettura all’interno del modello empatico-relazionale, implicando l’altro non con spiegazioni razionalistiche, ma in un rapporto più intimo, intuitivo, di intesa emozionale. Un’intesa che rappresenta un forte canale per comprenderci, farci capire e comprendere.

Un’attenzione importante da tenere è quella di evitare di trasformare il leggere assieme in un momento di verifica e valutazione. E’ importante determinare condizioni in cui non è il bambino o il ragazzo che viene sollecitato direttamente a leggere, ma siamo noi che comunichiamo a lui il nostro piacere di leggere; far ascoltare quanto noi leggiamo all’interno di una dimensione di piacere: piacere di condividere e di donare i pensieri che la lettura che ci suscita. Io leggo a te, leggo per te e, oltre a dirti quanto c’è scritto, ti faccio sentire quello che mi fa pensare, mi fa immaginare… ti racconto i miei pensieri e le immagini che quelle parole aprono nella mia mente.

Molto spesso andiamo alla ricerca di attività utili per sostenere il pensiero e sviluppare il linguaggio dei nostri bambini, senza tenere conto, o sottovalutando il fatto, che possiamo determinare condizioni molto potenti utilizzando la magia del leggere.

Allo stesso tempo, altrettanto spesso, cadiamo nella trappola di far vivere il leggere (e poi anche lo scrivere) unicamente come strumento didattico di valutazione e di verifica, fino a disaffezionare i bambini. allontanandoli sempre più dal piacere di leggere e dal suo potere di sollecitare il pensiero, l’immaginazione.

Per questo è importante essere consapevoli di cosa il leggere può proporre:

  • entrare in un concatenamento narrativo, imparare a “pensare per storie”
  • anticipazione narrativa: ti racconto le emozioni che questo libro mi ha suscitato, ti anticipo globalmente la trama e ti racconto il mio pensiero mentre leggiamo;
  • insegnamento indiretto: un’occasione per incontrare nuovi vocaboli, situazioni, condizioni relazionali particolari, reazioni da parte di questo o quel personaggio del racconto….;
  • creazione di un’atmosfera empaticamente forte: parlandoti di me, dei miei pensieri che scaturiscono dalla lettura, ti racconto come mi sento, cosa penso, che immagini si aprono nei miei pensieri e, in questa intimità, propongo una canale emozionale, assolutamente non razionale né logico, di spiegazione degli eventi che via via si incontrano nella lettura
  • coinvolgimento, induzione a partecipare: man mano che ti racconto durante la lettura anche i miei pensieri ti induco a raccontarmi i tuoi e scopriamo insieme che vi sono più livelli di pensiero: scopriamo che vi è il pensiero che linearmente segue ciò che sto facendo, così come scopriamo che vi sono sovra-pensieri che in parallelo si svolgono nella mia mente…
  • potenziamento della teoria della mente ovvero capacità del bambino di attribuire a se stesso e agli altri credenze e stati mentali: narrando l’esperienza posso “mostrare” il pensiero (consapevolezza sul come funziono), fornisco ipotesi interpretative alle azioni
  • incontrare contenuti fuori da una dimensione didattistica (del “io ti dico, tu ripeti”): grazie alla trama narrativa posso entrare nei racconti fantastici, ma via via anche nella storia, nell’arte, nella scienza….

Non dobbiamo dimenticare che il nostro pensiero fa uso di storie perché le storie costituiscono un sistema semplice e veloce per parlare con gli altri di quello che è successo, per dare un senso/un’interpretazione ai fatti e per ordinarli (nello spazio e nel tempo):

  • con le storie raccontiamo il passato
  • con le storie pensiamo ad un futuro
  • le nostre storie interagiscono con le storie degli altri 
  • il modo in cui noi raccontiamo le nostre storie agli altri e il modo in cui gli altri reagiscono a questo nostro racconto vanno a costruire la nostra identità

Lo stile di lettura condivisa che noi proponiamo è un’occasione per scoprire come pensiamo ed i rapporti che vi sono tra pensiero e linguaggio; una lettura che non ha assolutamente l’obiettivo di fornire spiegazioni logiche, ma quello di porre in risalto stati emozionali che si vivono in determinate situazioni, scoprire i processi di pensieri, intuirli, seguirle, emularli ecc…

Il leggere insieme rappresenta dunque un’occasioni per la scoperta del pensiero e del linguaggio, non in una situazione terapeutica, ma in situazioni ed atmosfere emozionalmente forti – con l’emozione di conoscere e il desiderio di esistere.

Una lettura dunque che necessita di un’atmosfera intima come in una condivisione di un segreto, una lettura che è un mio dono verso di te e in cui finalmente nessuno ti chiede di leggere, ma di ascoltare. La dimensione dell’ascolto libera la mente dall’ingombro di dover leggere, dal dover riconoscere le letterine e le parole lasciando spazio al comprendere, all’immaginare, al pensare; un comprendere che, agendo sullo sviluppo dei potenziali cognitivi del bambino, lo porterà con maggior consapevolezza verso il desiderar e saper leggere lui stesso. Un saper leggere che non necessariamente deve stare nei tempi canonici della scuola, ma che può maturare nel momento in cui si desidera farlo e si ha maggior facoltà per comprendere.    

Prof. Nicola Cuomo