Qualche giorno fa ho avuto il piacere di osservare due bravissime colleghe al lavoro mentre coglievano al volo un’occasione che la vita di classe, intesa come piccolo modello concreto di vera comunità. Hanno saputo cogliere al volo un’occasione dalla quale ne è nata un’attività semplice, ma ricca di occasioni di apprendimento, di confronto e inclusione.
Saper cogliere le occasioni è una delle capacità che un bravo insegnante, “regista dei venti” [1], deve possedere; occasioni che possono divenire preziose in quanto generatrici di opportunità, non sempre già previste, che possono risultare, a volte addirittura, più pregnanti e più significative di quanto si aveva già progettato. Bisogna essere pronti a coglierle, pur rimanendo nel progetto, negli obiettivi generali.
L’attività che segue è stata realizzata in una classe quinta ed è nata dalle riflessioni stesse dei bambini, animati nel ragionamento dall’insegnante-“regista dei venti”.
Come spesso accade al rientro dalle vacanze estive l’insegnante chiede ai suoi bambini quanti e quali libri hanno letto. La capacità di ascolto attivo può trasformare questo momento da mera valutazione e giudizio, a reale curiosità e occasione di confronto. Le domande dirette si trasformano in ipotesi e fanno emergere tutta una serie di riflessioni. Ci si accorge di portare con sé dei preconcetti che non sempre si rivelano reali.
“Chi secondo voi ha letto di più? Chi ne ha letto uno?”.
Alcune ipotesi sono corrette, altre vengono disconfermate o ribaltate. Si scopre il gusto di essere ascoltato e non “etichettato”. Nasce la necessità di rappresentare visivamente i conteggi fatti e si arriva a realizzare un istogramma che, chi fatica di più a partecipare alla discussione su un piano linguistico, può costruire tracciando linee e colorando colonne, più lunghe e più corte a seconda dei dati forniti dai compagni.
Si legge poi tutti assieme un brano che riporta la storia di un bimbo, figlio di un libraio. Il protagonista racconta che non sono tante le persone che entrano in negozio e acquistano libri. Con la classe si torna a formulare ipotesi.
“Come mai secondo voi si legge sempre meno? Che consigli potremmo dare a qualcuno che non ama leggere?
Si scopre poi che un famoso scrittore (D. Pennac) ha addirittura scritto un decalogo. Il confronto termina con un’ultima riflessione: “che cos’è per voi leggere?“
Ecco un’attività semplice (apparentemente), ma potente dal punto di vista degli apprendimenti, della relazione, del pensiero e del linguaggio, interamente documentata nel suo processo attraverso la realizzazione di un cartellone; una traccia che racconta e che ricorda a ciascuno di momenti vissuti e condivisi.
Ah, anche il cartellone in sé può divenire un’ulteriore occasione, perchè va misurato lo spazio in cui poterlo inserire così da ritagliare la porzione giusta del rotolo di carta 😉
[attività realizzata dalle insegnanti S. Calicchia e C. Fabbri – Circolo Didattico 1 Santarcangelo di R.]
NOTE
[1] AA.VV, La macchina delle emozioni, Faenza, Mobydick 2001









