Scuola

Didattica a distanza – strategie e ipotesi, al di là dei deficit

di Alice Imola e Andrea Davolio

Io Carrozziere - LEGGE SULLA CONCORRENZA, IL DUBBIO

Molte famiglie di bambini e ragazzi con deficit (ma non solo) in questo momento ci stanno chiedendo suggerimenti in merito alla didattica a distanza. Alcune riportano che manca una progettualità chiara nei confronti dell’alunno con deficit, altri che vi è un proposta omogenea e che il bambino/il ragazzo con deficit si collega con tutta la classe con grande entusiasmo e aspettative, ma poi dopo qualche saluto iniziale fatica a seguire la lezione o ad intervenire in modo adeguato, altri ancora ci riportano che non si stanno organizzando collegamenti, ma per lo più un invio di compiti (esercizi e schede) da svolgere individualmente e da inviare per la correzione.
In un certo senso questo tragico momento di emergenza si sta trasformando un po’ in una cartina torna sole di una didattica, di una progettualità, di stili educativi e orientamenti… che stavano funzionando ed erano già ben pianificati prima del lock down.

La didattica a distanza non la si può improvvisare in modo estemporaneo con un semplice trasferire un esercizio dall’essere in presenza all’inviarlo via whatsapp o simili.

Il modo in cui si produce conoscenza impatta sul nostro modo di pensare.

La didattica Laboratoriale

Finalità della Scuola è quella di creare una comunità di apprendimento nella quale il confronto, l’incontro con i contenuti diviene un’occasione (differente in relazione ai diversi ordini di scuola) per generare idee, sostenere lo sviluppo del pensiero. Non sono quindi i meri contenuti o le nozioni a generare pensiero. Il processo di apprendimento e di costruzione dei significati è da ritrovarsi nei modi e nelle strategie con cui gli alunni si incontrano in modo attivo con questi.

Vi sono, sempre, sin dalla scuola dell’infanzia, le discipline, intese come specifici linguaggimetodi di indagine e quadri concettuali distinti. 

Ma le discipline non sono che strumenti, lenti colorate e di ingrandimento, strumenti sofisticati ed apparecchiature sempre più avanzate che gli uomini hanno costruito e costruiscono per conoscere il mondo umano, naturale e artificiale e soprattutto per formare le loro capacità e i loro atteggiamenti personali nel processo mai compiuto e sempre unitario di formazione della loro personalità. Come tali, le discipline i bambini cominciano ad apprenderle sin dalla nascita (protodiscipline), nel loro innato bisogno di crescere, di autorealizzazione, di umanizzazione.

U. Tenuta, OLOGRAMMA E PROSPETTIVA UNITARIA DELL’ATTIVITÀ EDUCATIVA E DIDATTICA

Non va dimenticato che il processo educativo passa dalla relazione, passa dal condividere riflessioni e situazioni problematiche, passa dal confronto e del desiderio di comunicare… un sentirsi e un desiderare la presenza dell’altro… questo è quanto prima di tutto va ricreato pur nella difficoltà di sentirsi separati da uno schermo.

Molte sono le critiche che si stanno muovendo ora verso la didattica a distanza, verso le nuove tecnologie, dimenticando però che le nuove tecnologie sono nate proprio per dare risposta ai bisogni umani (ridurre le distanze, velocizzare ricerche, offrire un accesso muldimediale ed essere multiaccessibile….). Il rischio è spesso quello di scambiare il proprio sentire, il proprio disagio, con una presunta qualità dell’oggetto. Certo speriamo tutti che si possa molto presto tornare a vivere fisicamente la Scuola, ma in questo momento in cui non si hanno alternative dovremmo interrogarci su come poter utilizzare gli strumenti, che per fortuna abbiamo a disposizione, a nostro vantaggio.

Ciò che dobbiamo tener a mente quindi, nel formulare varie ipotesi, è che l’utilità degli strumenti non è da ritrovarsi solamente nel trasmettere contenuti (la modalità trasmissiva è già molto povera e limitante anche quando è mediata dalla presenza fisica) o di proposte di intrattenimento (soprattutto per i più piccoli), ma soprattutto nel salvaguardare la relazione, sentirsi vicini, essere l’uno nei pensieri dell’altro, riuscire ad attivare una dimensione di co-costruzione del processo educativo creando spazi di discussione, analisi, confronto all’interno di situazioni problematiche, di scoperta, di curiosità, di emozione di conoscere!

La storia italiana ha un meraviglioso esempio di didattica a distanza in tempi assolutamente non sospetti. La trasmissione “non è mai troppo tardi” condotta dal maestro Manzi andò in onda ormai 60 anni fa.

Alberto Manzi

La tecnica di Manzi era quella di non far capire subito cosa stava disegnando, ma di condurre a scoprilo gradualmente, in modo da tenere desta la curiosità degli allievi.
[…] Ancora oggi, di fronte a tante lezioni super digitalizzate, l’immediatezza comunicativa dei disegni di Manzi resta un esempio di come si possa fare scuola efficacemente con metodi semplici…. più che insegnare a leggere e scrivere, invogliava le persone ad avere desiderio di farlo.

La “didattica a distanza” di Alberto Manzi

Manzi era in grado di rendere il rapporto educativo vicino pur con la lontananza data dallo schermo; è stato in grado, per 8 anni, di fare entrare nelle case di tanti italiani l’emozione di conoscere!
La scuola già da tempo avrebbe dovuto essere dinamica, interattiva, multimediale,… (nel pensiero, non necessariamente nei mezzi) ma solamente ora molti docenti si vedono costretti a dover imparare l’uso delle nuove tecnologie seconda una modalità che non è di mera sostituzione della lezione frontale. L’uso delle nuove tecnologie diventa potente se va a sostegno di una didattica di tipo laboratoriale, se riesce a ricreare, pur in una modalità virtuale e a distanza, un ambiente di apprendimento funzionale allo sviluppo delle competenze così come indicato nelle Indicazioni Nazionali del 2012 dove l’incontro con le discipline diventa un’occasione per capire “la complessità della realtà, per l’analisi di problemi e per la gestione di situazioni complesse, per la cooperazione e l’apprendimento sociale, la sperimentazione, l’indagine, la contestualizzazione nell’esperienza, la laboratorialità, che sono tutti fattori imprescindibili per sviluppare competenze, apprendimenti stabili e significativi, dotati di significato e di valore per la cittadinanza

Alcuni suggerimenti e spunti di riflessione

In rete, diamo forma alle idee! 2019 - Centro di Servizio al ...

Innanzitutto è importante ricordare, per quanto riguarda nello specifico gli alunni cn deficit, che il PEI deve poter rimanere il documento valido e strasversale agli interventi pertanto con gli insegnante si possono concordare, per esempio, modalità con cui poter continuare a lavorare agli obiettivi del PEI anche stando a casa, pensando alle occasioni che la casa stessa offre.

Altra cosa importante è il non dare per scontato che REGOLE e abitudini di buona educazioni acquisite in classe siano automaticamente chiare e rigiocabili in casa: curare l’estetica anche se non si esce, come prendere la parola, tenere il microfono chiuso mentre si ascolta, concordare la possibilità di mangiare o meno… Spesso in questo periodo molti insegnanti hanno dato per scontato che fosse ovvio il tener un certo comportamento o l’utilizzare certe modalità comunicative, ma non dobbiamo dimenticare che le regole di buona educazione non sono scontate, vanno pattuite e ri-pattuite nel gruppo ogni volta che si affronta assieme e si condivide un nuovo contesto con nuove caratteristiche . A Scuola si entra nel sistema classe e si lascia la sfera privata fuori dalla porta, con la didattica a distanza invece il sistema scuola e il sistema casa si mischiano rendendo meno chiari i confini e gli stili utili adatti per l’uno e per l’altro.

Anche i tempi vanno chiariti e definiti con anticipo: a scuola ogni alunno conosce bene la scansione temporale della settimana, mentre nella didattica a distanza sta accadendo spesso che la comunicazione del calendario didattico avvenga in modo estemporaneo causando, soprattutto negli alunni con deficit, disorientamento e ansia. E’ importante pianificare con anticipo gli appuntamento e gli impegno. Così come nella “normalità” il tempo scuola scandisce il quotidiano, le settimane… anche a distanza va ritrovata una nuova e chiara scansione routinaria. L’ansia e il disorientamento sono spesso collegati con la difficoltà di adattamento a ritmi, riti e conformismi imposti dall’esterno.

Il progetto “rotocalco” – un’esempio di occasione per sistematizzare i contenuti e unirli da un filo narrativo.

In una redazione giornalistica ciascuno ha un ruolo ed una funzione in relazione alle proprie competenze e alla necessità del raggiungimento di un obiettivo comune: quello di realizzare il rotocalco. In redazione vi sono molte persone, ciascuno ha una propria responsabilità e competenze diverse, tutti devono collaborare per il raggiungimento delle finalità concordate. L’aiuto reciproco che si viene a determinare, in una classe che assume lo stesso stile organizzativo della redazione, propone sia legami affettivi che funzionali, il dover collaborare tutti, con competenze ed abilità diverse, per lo stesso obiettivo; l’aver bisogno ciascuno dell’altro, propone un riconoscimento delle capacità, dei “saper fare” di tutti.

Cooperazione, aiuto reciproco, collaborazione, adattamenti reciproci l’aver un ruolo utile e desiderato da tutti in relazione alle proprie competenze: scrivere il testo (se si sa scrivere o partecipare alla sua organizzazione se non lo si sa fare), impaginare, fotografare, scegliere le foto, inventare i titoli, comporre al computer, scannerizzare … propone un senso di reciprocità e di collaborazione che sono il fondamento culturale dell’integrazione.

Il dover concordare uno stile e realizzarlo insieme propone di fatto cooperazione e integrazione.

Come in una redazione di un rotocalco, a Scuola, si potrebbe organizzare un numero periodico in cui le varie rubriche del rotocalco potrebbero riportare, riassumendole, le diverse aree, materie e curiosità.

Il progetto rotocalco propone un’utilità per tutta la classe, in quanto sintesi dell’attività didattica, offrendo inoltre opportunità a vari livelli. Difatti: titolo, sottotitolo, corpo del testo, immagini (foto, disegni, caratteri diversi, scelte grafiche, collages), propongono, sia nell’ambito quantitativo che qualitativo, diversi accessi e possibilità di partecipazione.

Il rotocalco tra l’altro propone a tutta la classe:

  • scegliere la diversa lunghezza degli elaborati in base alle difficoltà, alla capacità d’attenzione ed agli interessi;
  • restare in argomento con il lavoro del gruppo classe per bambini con necessità speciali.
  • uso della macchina fotografica e della ricerca di foto/immagini, come attività d’osservazione e di ricordo
  • utilizzo di fonti multimediali per acquisire informazioni (interviste, video in rete, film…) e per ricordare (riascoltare la lezione)
  • costruzione di artefatti, oggetti e dispositivi reali o che rappresentino la realtà 

Nella modalità didattica a distanza un’organizzazione di questo tipo consente di entrare all’interno di un argomento tramite un anticipazione al gruppo classe per poi organizzare e creare una complementarietà nel contributo di ciascuno sia di tipo individuale che a piccoli gruppi.
Il collegamento successivo con la classe diverrà il momento per la restituzione. In questo modo si garantirà a ciascuno di proseguire rimanendo in argomento e trovare un posto attivo nel collegamento con i compagni.
Ricreare una dimensione laboratoriale anche in virtuale creando occasioni per lavorare in piccoli gruppi, documenti da condividere, video esperimenti da realizzare (chimica, fisica, ma anche scienze umane ecc…), mappe da costruire e da confrontare ecc…

Già da tempo suggeriamo alle famiglie e agli insegnanti con cui collaboriamo di poter lavorare anche da casa in una modalità inclusiva tramite piattaforme come EDMODO o GOOGLE MEET ecc…, e ora più che mai la situazione le fa diventare utili se non fondamentali.
Le nuove tecnologie in questo momento ci vengono in grandissimo supporto e per esempio il programma EDMODO offre una piattaforma on line con cui organizzare classi virtuali https://www.edmodo.com/?language=it e condividere materiale, sondaggi, realizzare compiti di gruppo…anche GOOGLE offre la possibilità di creare classi virtuali.
Per ogni argomento si possono organizzare delle sezioni in cui organizzare i contenuti all’interno di un processo attivo-costruttivo su cui gli alunni possono lavorare a gruppi e/o singolarmente alla ricerca di originali modalità di organizzare contenuti, ricordarli, collegarli (testi scritti, registrazioni , video, immagini, interviste, rappresentazioni grafiche…).
Si tratta di una didattica definita “a spirale” (in una riflessione permanente) che si contrappone all’approccio sequenziale (del tipo spiego, illustro e organizzo, assegno il compito, verifico, passo ad un altro argomento).
Se è il docente che propone sequenze date, l’alunno potrà avere come unico compito quello di memorizzarle e riproporle e la gratificazione sta unicamente nel ricevere un “bravo!”.
Al contrario, in una didattica attiva, a spirale, di tipo laboratoriale, gli alunni entrano attivamente nel processo di costruzione dell’apprendimento relativo ad un determinato contenuto e la gratificazione sta nell’aver contribuito ad appronfondire, a ricercare informazioni, la gratificazione è intrinseca, è il fatto stesso di imparare e comprendere che gratifica. Potenziare la motivazione, l’autenticità, l’autodeterminazione passa attraverso il traformare gratificazioni esterne in gratificazioni interne (intrinseche) che hanno a che fare con l’interesse, il piacere, la curiosità,…

Per coloro che frequentano la scuola secondaria di seconda grado, a seconda degli indirizzi, la casa può diventare un contesto interessante anche per organizzare video, video tutorial di simulazioni, esercitazioni di tipo laboratoriale (cucina, sala, ricevimento, agraria, liceo pedagogico, ecc…).

In generale ma soprattutto per i più piccoli non va dimenticato il mantenere a mente l’importanza di insistere nel costruire un quadro di significato, comunicativo e relazionale, una chiara finalità, attorno alle attività da proporre.

E’ importante non dimenticare di mantenere sempre l’accento sulla dimensione comunicativa e relazionale: scambiarsi messaggi, ricevere messaggi, consigli, ricette, procedure per fare un orto, una casetta per gli uccelli, costruire un personaggio, per organizzare lo spazio nella propria cameretta o nell’armadio (ora che si cambia stagione), per tenere in ordine i giochi, scrivere, comporre un racconto a più mani, inventare un fumetto magari riprendendo e pensando a quei personaggi cari quando si era in presenza a scuola.
Tutte occasioni per unire il leggere con lo scrivere, con il pensiero matematica (quantità, categorizzazione, insiemistica, frazioni ecc…), la motricità fine, la creatività ecc… in una cornice forte dal punto di vista emozionale, della relazione e di potenziamento del pensiero.

Se si lega la parola al significato, alla sua funzione… il fare bene o fare male non è solo legato al “bravo hai fatto giusto” (o al suono che il “software didattico” emette), ma a ciò che ne consegue… se per esempio nell’esercizio scrivo MELA o PERA cosa cambia? Se al contrario nella lista scrivo succo di mela al posto di succo di pera cambia che arriverà un succo che non volevo, se nella ricetta dimentico un ingredienti il mio amico non potrà replicarla e dirmi com’è venuta ecc…

Quando un bimbo fa un esercizio in modo passivo, compila una scheda, esegue quanto gli viene proposto la sua mano e il suo corpo agiscono, ma la sua mente potrebbe essere altrove… il significato, la finalità, l’emozione della relazione, tengono saldamente uniti corpo e la mente a ciò che si sta facendo.

BREVE BIBLIOGRAFIA

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  • N. Cuomo, E. Bacciaglia I modi dell’insegnare tra il dire e il fare…, tra le buone prassi e le cattive abitudini, AEMOCON 2005
  • N. Cuomo, Verso una scuola dell’emozione di conoscere. Il futuro insegnante, insegnante del futuro, 2007 ETS Pisa,
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  • G. Meneghello Sillabe globali per leggere e scrivere. Promuovere la letto-scrittura nella scuola primaria. Ed. La Scuola, 2016
  • G. Meneghello, Le parole sono un gioco. Scoprire il piacere di leggere e scrivere in famiglia. Ediz. illustrata Ed. La Scuola 2016
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  • U. Tenuta Ologramma e prospettiva unitaria dell’attività educativa e didattica http:// http://www.rivistadidattica.com/riforma/riforma_12.htm
  • L. Vygotskij, Immaginazione e creatività nell’età infantile, Editori Riuniti 2011 (riedizione)

Rivista Emozione di Conoscere http://www.rivistaemozione.com/

CANALE YOUTUBE https://www.youtube.com/user/nicolacuomo